Gerolamo Re

Ha iniziato giovanissimo la sua attività come apprendista, nel campo della lavorazione dei metalli, presso una ditta di Nerviano, proseguendo poi la sua specializzazione presso le più prestigiose argenterie milanesi e acquisendo cosi direttamente l'indispensabile conoscenza dei metodi e degli stili della lavorazione dell'argento.

Intorno agli anni 50 ha aperto poi un suo personale laboratorio dove, facendo tesoro delle esperienze acquisite, si è dedicato alla produzione di argenteria cesellata, peltro, arte sacra, lampadari ed oggetti d'arredamento, tra i quali diversi sbalzi ornamentali per interni. In seguito ha ampliato il suo mercato introducendo articoli per le premiazioni sportive e anche in questo settore la sua pecutiare forniazione lo ha portato a realizzare alcuni importanti trofei, quali: la Scarpina d'Argento per la Mostra della Calzatura Parabiaghese, il Canestro d'Oro General Motors, per anni ambito premio dei migliori cestisti mondiali, il Trofeo Bonfiglio di Tennis, il Milord d'oro Termozeta per il giro ciclistico d'Italia, il Timoniere d'oro per la Federazione ciclistica ltaliana, i premi per la Sei Giomi ciclistica di Milano e molti attri premi per le più importanti manifestazioni sportive lombarde, nei quali ha abbinato alla lavorazione artistica del metallo, altri nobili materiali come l'onice e le pietre dure. Ultimamente si è dedicato ad una ricerca sulle tradizioni e i luoghi della cultura tradizionale, riproponendo quella che è la tecnica a lui più congeniale, il rame sbalzato e dando vita ad una notevole serie di pannelli denominata: vita e lavoro del passato in rima e rame sbalzato ai quali ha affiancato alcune gradevoli rime in dialetto lombardo che ne precisano i contenuti.

Molti dei suoi "sbalzi su rame" sono oramai famosi nel territorio dell' altomilanese, come quelli realizzati per la porta della chiesa della Beata Giuliana e San Luigi di Busto Arsizio realizzata in collaborazione con il figlio Giorgio Re (scultore), la porta della chiesetta della Baggina a Canegrate, il camino del ristorante Cascina Malingamba a Origgio, e numerose altre opere di proprietà di collezioni private o enti come il Comune di Nerviano e la parrocchia San Lorenzo di Parabiago.

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