il fare come atto meditativo
Emozioni...
Recenti
scoperte delle neuroscienze cercano di spiegarci cosa avviene nel
nostro cervello nel momento della creatività.
Cosa
accomuna i graffiti preistorici, gli stupori di un tramonto, di
un' alba, il sognare, il gioco dei bambini, la pittura, la scultura,
la musica, la poesia, certe esperienze di eccellenza nello sport
e persino quelle nell' amore, via via che l ' uomo ascende nelle sue manifestazioni
spirituali.
In
sostanza la domanda è come inter-agiamo con la realtà , che ruolo hanno in questo le nostre emozioni , la conoscenza dei
meccanismi che le regolano, nel nostro "benessere psicofisico" ma
sopratutto quali meccaccanismi intervengono nella nostra crescita personale.
Principale
motore della trasformazione individuale è la creatività.
La
creatività' è il meccanismo universale che regola
l'evoluzione, e che nell' uomo fa da tramite alle due funzioni
cerebrali più importanti nei processi di pensiero, ragione
ed intuizione, mente e cuore, è il centro. Attraverso i sistemi
esperienziali di divergenza e convergenza con cui opera, permette
di raggiungere l' essenza della realtà, trascenderne la dualità
insita e progredire quindi in coscienza e azione.
Senza
voler approfondire ora la similitudine con i processi vitali
di espansione e ritorno che si possono riscontrare in tutti meccanismi
e i cicli della natura (espirazione - ispirazione, giorno, notte,
sonno - veglia, ) è sufficiente conoscere come essa influisce
sullo sviluppo e la crescita cerebrale umana.
In qualsiasi meccanismo creativo esistono due periodi o momenti
fondamentali, appunto divergenza e convergenza, cioè: recettività
e attività, questi sono collegati strettamente agli stimoli
esterni, cioè in un individuo sano, uno stimolo di malessere,
attraverso il sistema nervoso, genera nelle cellule cerebrali uno
stato di risposta ad un possibile cambiamento (ansia), stimolando
la ricerca di soluzioni, dando fondo a tutte le nostre risorse più
recondite (divergenza), ed il bisogno di ottenere possibilmente
la risoluzione (convergenza) e quindi il benessere e il piacere.
Questo
automatismo comprende tutte le funzioni del sistema nervoso, dall'
apparato sensoriale al sistema nervoso centrale al sistema endocrino,
al sistema limbico che gestisce le emozioni, alla corteccia cerebrale
e viceversa, stimolando il rilascio dei neurotrasmettitori coinvolti
(dopamina, adrenalina ecc.) che producono tutte le sensazioni di
disagio o di piacere che percepiamo.
Tramite
per la trasmissione delle informazioni sono la genesi dell' ansia
e dello stress, cioè stimolo- disagio- ansia- stress-ricerca
soluzione - risposta- stress - piacere - benessere
Ogni
nostra cellula celebrale in queste tempeste emozionali, costruisce
connessioni con altre, (le obsoleti restano escluse ...) inconscio,
vissuto, memoria, risorse culturali, risorse fisiche, tutto concerta
per superare il bisogno.
Il
nostro organismo reagisce in questo modo a tutti gli stimoli negativi,
dai più banali fino alle difficoltà esistenziali più
profonde, costruendo sempre nuove e vitali connessioni fra neuroni,
che ci permettono di adattarci all' ambiente in cui viviamo, e di
superare il disagio. (Qualcuno
cerca di bypassare tutto questo attraverso, dipendenze, sostanze,
farmaci psicoattivi ecc...ma non è la soluzione.)
Vette...
Ogni
nostra azione, si muove quindi fra due poli, in questo caso fra
agitazione ansiosa e noia della depressione (cioè fra la paura (ansia)
di non raggiungere il risultato e senso di superiorità' rispetto
al compito (noia)) riconoscendo questa dualità fondamentale e imparando
a gestire queste due tensioni emotive si entra nello stato che viene
chiamato flusso. Molti artisti o sportivi lo sperimentano
in quel momento in cui perdono completamente la coscienza di sé
stessi, pur dando il massimo delle proprie capacità.
Queste
vette di creatività, sono sperimentate da chiunque operi
nel campo artistico, sportivo, e in genere in qualunque attività
amata, dove ci si sia stata in precedenza un'assidua preparazione,
frutto della concentrazione data dalla passione in quello che si
ama.
E
anche se inizialmente si può essere spinti dalla conquista
di una gratificazione o di un successo personale, si scopre poi,
che l'individuo nello stato di flusso non ha preoccupazioni riguardo
al successo, né al fallimento, e che pur avendo dei risultati
addirittura al di sopra delle proprie capacità, questi momenti,
paradossalmente, sono privi di ego,
Nel
flusso l'attenzione è altamente concentrata, ma rilassata
e si perdono le cognizioni di spazio tempo, vivendo esclusivamente
l'attimo presente. Questo spazio sacro può essere raggiunto
in tutte le attività del quotidiano, si tratta in sostanza
di fondere la consapevolezza con le azioni che amiamo, consapevolezza,
amore, attenzione, azione, flusso, riuscendo così ad amare
lo spirito profondo, l'essenza di tutto, cioè: il centro,
l'uno, lo spirito, il Sé. In questo modo amando e vivendo
l'attimo presente, si entra in connessione con le forze che regolano
l' universo.
Il
fare diventa in questo modo, una praticha meditativa
Queste
correlazioni sono state sperimentate nella storia dell' uomo dalle
esperienze dei mistici di tutti i tempi, si può notare l'analogia
con i termini abitualmente usati nelle religioni, concentrazione,
meditazione, stato di grazia, estasi, beatitudine.
Pre-requisito
fondamentale per giungere a questo stato è la volontà,
mezzo indispensabile per superare le inesistenti barriere che bloccano
la nostra creatività.
Con
la volontà si può fare il primo ed essenziale passo
verso quel concatenarsi di reazioni che ci possono spingere verso
una crescita atomica. Con l'allenamento dell'attenzione concentrata,
si può invece imparare a dirigere intenzionalmente la nostra
energia in modo da escludere deliberatamente le migliaia di stimoli
a cui veniamo costantemente sottoposti, indirizzandola consapevolmente
verso la fonte della nostra crescita creativa.
Gli
obbiettivi sono: una maggiore consapevolezza e di conseguenza un
livello di coscienza superiore.
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