Nel territorio lombardo - occidentale
Fiume, strada e mercato. Furono i trasporti che resero possibili una distribuzione uniforme delle eccedenze e la disponibilità di prodotti di paesi remoti.... Alla lunga, più che l'allargamento della distribuzione dei prodotti del mercato, ebbe importanza l' allargamento della rete di comunicazioni che ad esso si accompagnava. Con il commercio i rapporti umani si intensificaro su scala inusitata ... Se i trasporti costituiscono, guerra eccettuata, l' elemento più dinamico della città, la loro mancanza ... costituiva una minaccia al suo sviluppo, anzi, alla sua stessa esistenza. Lewis Mumford "dal paleolitico ai Romani" A sporadici materiali paleolitici trovati in grotte (Buco del Piombo, Erba; Buco del Corno in Val Cavallina, Bergamo) si contrappongono i numerosi resti, dal Neo-Eneolitico alla Età del Bronzo, di insediamenti palafitticoli sulle rive dei numerosi laghi della regione e anche di villaggi all' aperto. La
ceramica nero-lucida della Lagozza di Besnate (Varese) da nome
a una cultura che dal Neolitico continua nell' Età del
Rame anche in altre zone. Nelle fasi più recenti comparvero isediamenti terramaricoli, con abbondanti produzioni ceramiche, (terramara arginata di Bellanda nel Mantovano) ed a occidente le urne ornate dei primi sepolcreti a cremazione come nella necropoli di Canegrate che fu nel bronzo recente una fiorente cultura autoctona, dove sono state ritrovate le prime testimonianze in Italia dell' introduzione del rito funebre incineratorio di estrazione centro-europea (Polonia - Germania), Civiltà che influenzò anche le altre Facies culturali della Scamozzina - Monza e del Protogolasecca. In
seguito questi insediamenti, forse per un peggioramento climatico
e per le frequenti innondazioni, si spopolarono, o meglio si trasferirono
verso nord nella zona di Somma Lombardo in località
più elevata, nella brughiera dell' alta pianura. Qualche
insediamento rimase però attivo come testimoniano i ritrovamenti
a Legnano e nel legnanese risalenti al bronzo finale. Dell'
Età del Ferro sembra anche la maggior parte delle incisioni
rupestri della Val Camonica, con figurazioni umane e animali in
gran parte di carattere religioso (altre sono in Valtellina, specie
a Grosio); le più antiche possono risalire all' Età
del Bronzo o anche al Neolitico
Un modello di integrazione
necropoli di San Lorenzo di Parabiago - vasi e lucerna in cotto, balsamari vitrei, vari strumenti in ferro Nelle necropoli di San Lorenzo di Parabiago, Parabiago e Legnano risalenti al I sec a.c. sono infatti venuti alla luce oggetti di utilizzo familiare e attrezzi da lavoro di più varia provenienza: ceramiche etrusche e romane, o di altre zone padane, oggetti che provenivano dai laghi, dal Canton Ticino e persino dagli staziamenti delle culture di La Théne del nord o dalle coste del mar Egeo, che denotano come le vie fluviali di Ticino, Olona e Adda venissero utilizzate nell' antichità come importantissime vie di trasporto di materiali di ogni genere. Il ritrovamento poi di manufatti celtici, "ricordi di famiglia"che indicano la provenienza dei popoli qui insediati perdurerà nei contesti tombali per tutto il I sec d.c. Inoltre i dati emersi dall' analisi dei ritrovamenti dei corredi funerari suggeriscono, che oltre alle pratiche di attività agricolo - pastorali , vi era la presenza di numerose officine artigianali locali dedite alla ceramica e terracotta (vasellame) e alla lavorazione del metallo (utensili, lame, cesoie) e del legno. Probabilmente ricche famiglie di commercianti o miliziani romani si insediarono attirati dalle ricchezze della Padania decantate da Catone e Polobio. e dalla possibilità di controllare anche queste vie di comunicazione con i popoli nordici. Si spiega in questo modo il ritrovamento della splendida patera di Parabiago (II sec. d.c.) piatto sacrificale in argento fuso a cera persa, con lumeggiature in oro, del peso di 3 Kg di straordinaria fattura e ricca di simbologie mitologiche e religiose, dedicato al culto Pagano di Cibele la cui raffinatezza non ha eguali in Lombardia e in tutta Europa, ora conservato presso il Museo Archeologico di Milano
Il culto di Cibele importato a roma dalla Frigia, legato alla figura della madre terra in effetti poteva essere assimilato pienamente dalle antiche popolazioni celtiche in quanto queste civiltà nascevano dallo stesso substrato culturale. Il culto della Dea Madre, Magna Mater, Grande Madre asiatica era infatti la dominante religiosa di tutte le civiltà euroasiatiche fin dal neolitico. La madre terra , le sue forze ctonie , le forze vivificanti e feconde e suoi miti, erano in forme diverse anche al centro della religione druidica celtica. La stessa Pietra Nera di Pessinunte (Asia Minore) associata a Cibele e portata a Roma nel III sec d.c., immagine "conica" della montagna, simboleggiava l'elemento maschile, omphalolos, che é anche il siglificato simbolico dei megaliti eretti e dei cumuli celti. Si ritrovano inoltre uguali significati nella religione indù (linga-yoni) e forse anche nei campanili delle chiese I loro sacerdoti erano i Druidi (dru - win, i sapientissimi) e le loro dottrine erano di tipo metafisico. I Druidi assimilabili ai Brahmani indiani, costituivano nell' europa occidentale una classe sacerdotale organizzata gerarchicamente, indovini, poeti,esperti delle scienze fisiche furono consiglieri di grandi autorità, dominarono il potere politico influenzando anche il potere guerriero in quanto ritenuti superiori alla razza umana. Milano (Mediolanum) come vuole la tradizione fu fondata da un Druido che seguì una femmina di cinghiale (medio-lanum), animale sacro alle popolazioni Celtiche,
Un
enorme lavoro di recupero e di catalogazione di questi materiali,
é stato svolto nel Legnanese all' inizio di questo secolo
dall' ing. Guido Sutermeister che strappò letteralmente
dalle mani dei trovatori locali convinti di aver rinvenuto il "tesoro"
un 'infinità di reperti e dando vita a quello che è
oggi il museo Sutermeister di Legnano
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